Custodire il sapere come dono, farne un’esperienza pienamente umana e orientarlo al bene comune: è il filo rosso del Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana per la 102ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che si celebra domenica 19 aprile 2026.
Un testo che ripercorre le radici profonde dell’istituzione accademica fondata da padre Agostino Gemelli e dalla beata Armida Barelli, e che invita a riscoprire il significato più autentico del “conoscere” in un tempo segnato da rapide trasformazioni culturali e tecnologiche.
Il messaggio dei Vescovi italiani parla chiaro: “l’Università Cattolica non è solo un centro di eccellenza accademica, ma una “comunità di cura” dove il sapere si intreccia con i valori cristiani”. In un’epoca segnata da incertezze globali e trasformazioni digitali, l’Ateneo dei cattolici italiani si conferma un presidio di libertà intellettuale. L’obiettivo non è solo formare professionisti, ma “testimoni di umanità” capaci di leggere la complessità del reale, senza smarrire il senso del bene comune.
Questo è il compito affidato oggi alle università cattoliche come ricordato anche da papa Leone XIV nella Lettera apostolica per i sessant’anni della Gravissimum educationis: «Non si devono separare il desiderio e il cuore dalla conoscenza: significherebbe spezzare la persona. L’università e la scuola cattolica sono luoghi dove le domande non vengono tacitate, e il dubbio non è bandito ma accompagnato. Il cuore, lì, dialoga col cuore, e il metodo è quello dell’ascolto che riconosce l’altro come bene, non come minaccia. Cor ad cor loquitur è stato il motto cardinalizio di San John Henry Newman» (Disegnare nuove mappe di speranza, 3.1).
L’Università Cattolica, sottolinea il Messaggio, da sempre propone un modello educativo centrato sull’esperienza complessiva dello studente: un percorso umano, intellettuale e spirituale che si costruisce nel dialogo con docenti e compagni. La maturazione personale non è misurata in termini esclusivamente quantitativi, ma nella capacità di coniugare competenze e responsabilità, conoscenze e servizio, talenti individuali e bene comune. Vivere un’autentica “esperienza del sapere” significa diventare operatori di pace, tessitori di legami fraterni, custodi della sostenibilità e testimoni di un amore che apre alla pienezza di Dio.
Celebrare questa giornata ad Asti significa anche riflettere sul contributo dei tanti giovani astigiani che, nelle diverse sedi dell’Ateneo, costruiscono il proprio domani e in uno sguardo più ampio dedicare un’attenzione specifica a tutto il mondo accademico. Sabato 18 aprile nella chiesa Collegiata di San Secondo alle ore 18 sarà celebrata l’Eucarestia per l’Università. Domenica 19 aprile alle 16.30 nel cortile della Piccola Libreria Indipendente (corso Alfieri 241, Asti) il Settore Giovani dell’Azione Cattolica in collaborazione con la Pastorale Universitaria, la Pastorale Giovanile e altre realtà diocesane propone un incontro con don Luca Peyron, incaricato per l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino, dal titolo “L’umano al tempo delle macchine intelligenti: approfondimento sull’intelligenza artificiale”. Infine, si inserisce anche nel contesto della Giornata l’incontro previsto per lunedì 20 aprile alle 21.00 presso il teatro della parrocchia N.S. di Lourdes in Asti della “Scuola del Dialogo” che vedrà come relatori don Mauro Canta, incaricato della Pastorale Universitaria di Asti e Renato Balduzzi, già ministro, membro del CSM e professore ordinario di diritto costituzionale e di diritto pubblico comparato all’Università Cattolica, con un confronto dal titolo: “Università, cultura e ricerca: quale etica per lo sviluppo umano integrale?”. Il percorso fa parte delle proposte avviate a inizio anno pastorale seguendo i temi indicati dall’Istituto Bachelet ad ottant’anni dall’Assemblea Costituente.
Mauro Canta

