L’ARGENTINA DI FRANCESCO

Un viaggio all’indietro nel tempo per conoscere Papa Francesco prima che fosse Papa Francesco, e con lui i suoi luoghi, le sue abitudini, i suoi pensieri quando era “solo” Jorge Mario Bergoglio, a Buenos Aires. Il documentario intitolato ‘L’Argentina di Francesco’ è un racconto delle radici di Papa Francesco fatto senza l’ausilio di una voce narrante, ma soltanto grazie alle testimonianze di persone che hanno conosciuto da vicino il cammino pastorale dell’allora arcivescovo della capitale argentina.

Il documentario – della durata di un’ora, interamente in spagnolo – prende le mosse dai quartieri di Flores e Almagro dove Francesco è nato e cresciuto, coinvolgendo diverse chiese: la basilica di Santa Maria Ausiliatrice (dove Bergoglio è stato battezzato e dove aveva l’abitudine di recarsi a pregare ogni 24 del mese); la chiesa di San Giuseppe (legata alla sua vocazione e alla sua presenza per una preghiera ogni 19 del mese); l’oratorio di Sant’Antonio di Padova, legato ai salesiani e all’amore per il San Lorenzo de Almagro (lo raccontano un ex dirigente del club e un ex giocatore).

Ad intervenire anche alcuni ex allievi che ricordano gli anni in cui Bergoglio è stato professore presso diversi istituti dei gesuiti nel Paese (il collegio Maximo, quello di El Salvador, quello di Santa Fe dove una volta invitò anche il famoso scrittore argentino Borges). I giornalisti Alicia Barrios, Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin fanno da raccordo alla narrazione, sottolineando spesso il senso profondo dei singoli aneddoti.

Le immagini di archivio aiutano a delineare i tratti caratteristici della personalità e dell’azione pastorale di Bergoglio poi diventati gli assi portanti del magistero di Francesco: l’umiltà, l’umanità, il dialogo interreligioso, la fraternità, l’attenzione per gli ultimi.

Come emerge dalle testimonianze, è proprio nelle ‘Villas’ che l’idea missionaria della Chiesa in uscita si è plasmata: nei quartieri più disagiati di Buenos Aires, abitati soprattutto da immigrati provenienti dai paesi limitrofi, dagli scartati che ormai si trovano anche verso il centro cittadino. Queste comunità da sempre segnate dalla droga, dalla criminalità, dalla assenza di servizi, erano per Bergoglio anche luoghi di rinascita della fede. Qui il cardinale Bergoglio ha concentrato il suo sguardo – evangelico, e mai politico o ideologico – nel nome dell’amore, dell’integrazione sociale e della lotta alla diffusione delle sostanze stupefacenti.

Come ripete padre Pepe di Paola, uno dei più noti preti di periferia in Argentina, finito al centro di minacce dei narcotrafficanti, Bergoglio ha intensificato l’impegno su questo fronte e ha garantito il massimo appoggio di tutta la Chiesa argentina. Lo ha fatto lanciando la ‘Vicaria para la pastoral de villas de emergencia’, nonché l’istituzione detta ‘Hogar de Cristo’, come avamposto concreto della Chiesa in queste zone. In pratica, si tratta del riflesso di concetti che tutto il mondo ha imparato a conoscere dopo la sua elezione al soglio di Pietro: dalla Chiesa in uscita, alla fratellanza fino alla sinodalità.

Il documentario, girato sul finire del 2024, è di Eugenio Bonanata. Orsola Appendino ha fornito consulenza scientifica e supporto organizzativo. La produzione è di Telepace in collaborazione con Vatican News. I mezzi tecnici sono di FrameXS multimedia che ha curato anche le riprese aere.

La presentazione ufficiale del documentario avverrà ad Asti, la sera dell’8 aprile 2026 alle ore 18 in Sala Pastrone; nello stesso giorno è in programma una proiezione per la stampa a Roma.

A seguire ci saranno altre presentazioni a Lampedusa e presso la casa di reclusione di Regina Coeli per ricordare la prima e l’ultima uscita di Papa Francesco al di fuori del Vaticano nonché la sua attenzione agli ultimi.