Estate: riposo e impegno

Dalla conclusione delle lezioni a giugno, fino ai primi di settembre della ripresa, i nostri bimbi, ragazzi, adolescenti e giovanissimi, trascorrono giorni, mesi in assoluta vacanza, liberi da impegni di scuola. Giustamente il riposo è d’obbligo: staccare la mente, dedicarsi ai giochi, agli amici, allo sport, ai nonni… Certo, le giornate estive sono lunghe, un’estate calda come questa del 26 vede sempre sole, luce, lo spazio giornaliero pare non finire mai. E i ragazzi? Mi sento di caldeggiare sempre di più la partecipazione agli oratori, alle estate-ragazzi, ai campi. Un ragazzo che partecipa all’organizzazione, o anche semplicemente ne è fruitore, trascorre un tempo estivo forte, formativo, ricco di contenuti e di relazioni. Pensate un campo estivo in una località di montagna: lo spostamento in pullman, che richiama la gita scolastica, tanto amata, le stanze in cui si dorme in tre o quattro, i letti a castello, i turni per il bagno… E poi le camminate, la gita lunga, le attività degli animatori, i grandi giochi di gruppo. Tutto questo è insostituibile, impareggiabile, diverso da qualunque altra esperienza e sicuramente molto più arricchente che rimanere a casa, in un condominio, ai giardinetti. I costi? Molte aziende lungimiranti e a misura d’uomo pagano la retta dei campi-scuola, proprio per offrire ai figli dei loro dipendenti un tempo formativo e ricco, per alleggerire la pressione sui genitori al lavoro. La scuola aperte in estate? Potrebbe essere, ma con progetti mirati, che molte istituzioni già mettono in atto, attività ludiche ed educative. La scrivente, di parte, opta per soluzioni che offrano anche un rilievo spirituale, di fede, un piccolo percorso adatto all’età dei ragazzi che li porti a riflettere, seppure in chiave vacanziera su Cristo, sulla bellezza della natura che sta loro innanzi. Una messa celebrata in un prato in montagna: quando te la gusti? Un campo-scuola ti offre anche questo, con semplicità, con quella calma che ogni celebrazione liturgica dovrebbe avere. I pasti insieme, la sonnolenza del dopopranzo, il pomeriggio di pioggia: tutto vissuto con altri, con coetanei provenienti da tutta la diocesi, ti arricchisce, ti fa crescere, ti fa stringere nuove amicizie. Un’estate in solitudine, con soli adulti spegne i nostri ragazzi, forse fa loro rimpiangere il ritorno a scuola… Pensateci, genitori, quando organizzerete il tempo estivo dei vostri figli, non gettate al vento occasioni di arricchimento. Apriamoci agli oratori, gruppi estivi, ai campi. Pensate, poi, rivedersi durante l’anno e andare con la mente all’estate: sarà una dolce memoria di vita, per i ragazzi, proviamo a creare in loro dei ricordi, delle occasioni a cui tornare, di bellezza, di fraternità, di umanità.

Mariarosa Poggio