un prete che insegna speranza

Seme, giustizia, giovani. Sono queste le tre parole che descrivono beato padre Pino Puglisi, il sacerdote simbolo dell’antimafia ucciso a Palermo il 15 settembre 1993 nel giorno del suo 56° compleanno. A lui sarà dedicata una serata che si terrà il 12 maggio, dalle 20.45, nella Collegiata di San Secondo. Una commemorazione laica seguita da un momento di preghiera e raccoglimento, due anime per raccontare una figura importantissima sia per il mondo dell’associazionismo che per la Chiesa. La serata è stata organizzata dai giovani volontari del coordinamento astigiano di Libera che ne è promotore, dalle realtà giovanili della nostra diocesi (Azione Cattolica Giovani, Pastorale Universitaria, Agesci di San Damiano e Pastorale Giovanile).

Don Puglisi era anche il prete del sorriso. C’è, infatti, un elemento ricorrente nella storia di questo prete di periferia che si era messo in testa di salvare i bambini da un destino che pareva segnato. Un elemento che attraversa tutta l’esistenza e l’opera di don Pino, la sua attività di educatore e insegnante, la sua missione di sacerdote, il suo impegno antimafia. Un elemento che ritorna, stampato sul suo viso, persino nel momento del suo omicidio e poi, dopo la morte, su quel volto esanime ma sereno. Un sorriso che ha vinto su tutto: sul colpo di pistola che lo ha ucciso, sulla barbarie dei suoi killer, sulla mafia, perfino sulla morte.

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