Riprendiamo dalle newsletter dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali la notizia della pubblicazione di due interessanti sussidi informativi e formativi.
“Non siamo algoritmi: l’appello di Papa Leone per custodire la nostra umanità” è il titolo del primo tutorial scritto e condotto da don Paolo Padrini, consigliere dell’associazione Web Cattolici (WeCa) e direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Tortona che presenta il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale per le Comunicazioni sociali di domenica 17 maggio.
Per consultare l’audiovisivo: link
Nel pensiero del Pontefice, volto e voce sono sacri e non possono essere ridotti ad algoritmi biochimici: la comunicazione è il luogo di incontro reale e riflesso dell’amore di Dio. La sfida non è fuggire dalla tecnologia, ma custodire la verità più profonda dell’uomo orientando ogni innovazione al rispetto della persona.
Una riflessione che ci conduce a riconsiderare in modo critico la molteplicità degli strumenti di comunicazione che oggi offrono possibilità impensabili solo pochi anni fa, dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed (flussi costanti) di notizie fino all’intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni. Sebbene questi strumenti producano efficienza di ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che annullano la voce umana.
Ad integrazione di queste considerazioni un secondo tutorial introdotto dal presidente WeCa, Fabio Bolzetta e scritto e condotto da Alessandra Carenzio, con l’analisi del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale per le Comunicazioni sociali di domenica 17 maggio, si concentrata sugli aspetti relativi all’educazione ai media, non solo per le giovani generazioni. Per non subire i meccanismi psicologici attivati dalle piattaforme, la parola d’ordine è “consapevolezza”. Il testo fissa tre pilastri (responsabilità, cooperazione ed educazione) e offre quattro attenzioni pratiche e quotidiane per tutelarsi: interrogare le fonti, riconoscere i trigger emotivi, difendere la propria intimità e coltivare un sano dubbio metodico.
Per consultare l’audiovisivo: link

